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    December 30

    Ancora 34 ore e mezzo

    Tic tac, tic tac... il 2006 sta per finire e confesso, ne sono felice visto che è stato un anno pessimo per me, come si evince dai post pubblicati, nei quali non ho comunque raccontato alcuni avvenimenti accaduti perchè TROPPO personali. Escludendo l'essermi diplomato, l'aver comprato dopo 6 anni di attesa una macchinetta, il 2006 mi porta alla mente solo brutti ricordi, stress e tanta rabbia.
     
    Spero che il 2007 sia l'anno d'oro, in cui riceverò tutto ciò che mi è stato negato negli anni precedenti con gli interessi, e che sia l'inizio di una fascia positiva di eventi che si interromperà solo quando non ci sarò più (è UNA VISIONE ALQUANTO UTOPISTICA, MA I SOGNI SONO LIBERI).
     
    In questi giorni di festa e di felicità comune, che come al solito non sono riuscito a godermi molto, per motivi personali, mi è capitato spesso di pensare a quelle persone senza un tetto, senza una famiglia, insomma a tutte quelle persone che generalmente finiscono nel dimenticatoio perchè rievocano nelle menti e nei cuori (ammesso che ne abbiano uno) di chi sta bene, una realtà che non è la loro e che crea solo fastidio. A tal proposito approfitto per augurare un 2007 meraviglioso ai bisognosi, con i quali la vita è stata ingiusta e allo stesso tempo, spero che chi dalla vita è stato fin troppo viziato, abbia occasione di cambiare ruolo... faccio un esempio per rendere chiaro ciò che ho detto  (Silvio che finisce in galera e perde tutti i suoi averi, oppure qualche problemuccio a chi quest'anno ne ha causati a me...).
     
    Qualche riga, voglio dedicarla agli amici veri, a chi non mi ha abbandonato nel momento del bisogno, non mi ha pugnalato alle spalle per poi fare anche il finto tonto, in particolar modo mi rivolgo al mio miglior amico con il quale trascorro del tempo quasi ogni giorno da tanto tempo ormai, e che mi ha accompagnato in tante avventure e disavventure... Vi auguro un 2007 ottimo nella speranza che l'amicizia che ci lega rimanga salda nel tempo.
     
    Appuntamento al prossimo post...
     
    P.S. ADDIO 2006!
    December 23

    SULLA VIA DEL NATALE

    Salve a tutti voi lettori e lettrici, ormai manca poco al NATALE, e anche io così come sicuramente molti altri gestori di blog, voglio dedicargli alcune parole. Anzitutto voglio raccontare di un aneddoto riguardo una mia esperienza accaduta circa 5 anni fa, così che possiate capire una cosa importante. Era natale ed ero steso nella vasca da bagno per rilassarmi un pò, quando a un tratto mi è arrivato un messaggio sul cell, di una persona con la quale ho avuto degli screzi e che ho incontrato di persona solo 1 volta, nonostante fosse spesso presente nella città dove vivo (una volta fece ritardo all'incontro e me ne andai senza aspettarla, altre volte è venuta a Barletta senza avvertirmi). Inutile dire che la cosa ha suscitato in me non tanto sorpresa, quanto fastidio, ragion per cui le mandai un sms dicendo: "CIAO CLAUDIA, GRAZIE E AUGURI ANCHE A TE, MA NON TI PARE DA IPOCRITI FARSI VIVI SOLO 1 VOLTA L'ANNO E SPARIRE PER GLI ALTRI 364 GIORNI?"
    Qualcuno di voi magari sta pensando : "ma quanto è ORONZO sto ragazzo", a queste persone io vorrei esporre la situazione per intero.
    Anni fa utilizzavo un programma chiamato MIRC nel quale ci sono delle chatroom, e io spesso andavo in quella della mia città, dove ogni tanto veniva anche la tipa su citata che è di un paese vicino. In molte occasioni i "membri della chat" si sono incontrati con lei e altre persone, io da tutto questo sono sempre stato escluso e come se non bastasse, la persona in questione negò di essere stata a Barletta in un dato giorno, quando io ero certo al 100% che lei era presente (PER SEGNALAZIONE RICEVUTA DA UN ALTRO MEMBRO). Io dico quindi, che l'oronzo di turno non sono io ma qualcun altro e che l'sms che le mandai era anche fin troppo gentile, dopotutto non dimentichiamoci che nel periodo di natale di solito vengono fatte promozioni per mandare centinaia di sms gratis e a quanto pare, io ero semplicemente un numero in rubrica, diversamente si sarebbe disturbata perlomeno a fare una telefonata. Cosa ho voluto dire con questa piccola premessa? Semplicemente che, io auguro sin da ora un felice natale a tutti, anche a chi mi ha dato dell' ORONZO, BRUTTO, SFIGATO, CHI HA PARLATO ALLE MIE SPALLE ECC, e vi assicuro che se dovessi elencare queste persone, verrebbe fuori un romanzo, ma non intendo ricevere da loro gli auguri, perchè gli IPOCRITI, per quanto mi riguarda se ne possono andare a trovare BABBO NATALE (a buon intenditor poche parole). Io penso che il natale, anche se mi porta alla mente eventi tristi, sia la festa più importante "dopo il compleanno", e quindi merità un certo tipo di comportamento. Adoro vedere i film natalizi, dove viene mostrata una situazione fantastica e stupenda, che differisce dalla realtà quotidiana, perchè mi aiuta a sognare e a rilassarmi, e confesso che vorrei una realtà come quella di questi film, vorrei che BABBO NATALE esistesse davvero (anche se non ci credevo neanche da bambino), e via discorrendo. A quanto pare però, la mia visione del natale è un pò diversa da quella della massa, secondo la quale un natale senza regali, è una ciofeca. A queste persone voglio semplicemente dire che, non è importante fare il regalo a una persona per dimostrarle affetto, e se proprio si vuol fare un regalo, che sia una cosa fatta con i propri sforzi, come un maglione di lana o roba simile, piuttosto che una cosa comprata facendo file interminabili in un negozio (SE LA MIA RAGAZZA MI REGALASSE UN QUALCOSA FATTO DA LEI, NE SAREI MOLTO FELICE). Conlcudo il post rinnovando i miei auguri di buon natale (anche se con un pò di anticipo) a tutti, in particolar modo a chi davvero ha significato e significa qualcosa per me, e ricordate, gli auguri non si fanno per "CREANZA" ma si fanno col CUORE
    December 21

    Marketing e comunicazione per lo sviluppo delle imprese

    Salve a tutti lettori e lettrici, anche quest'oggi ho partecipato a un seminario, il quarto per la precisione...
    Ci tengo a sottolineare da subito, che oggi non ci sono stati problemi per quanto concerne le firme, in quanto il foglio è stato fatto circolare durante il seminario, permettendo a tutti quanti, specie il sottoscritto di andar via con una maggiore serenità (molti se ne sono andati prima della fine del seminario, cosa che non è molto educata a mio modo di vedere le cose, però sempre meglio che doversi prendere a pugni per firmare prima degli altri). Ciò che è stato spiegato durante il seminario, grossomodo era un qualcosa che già conoscevo e che ho studiato anche in inglese, quindi, per certi versi non è stato molto piacevole star li a sentire la solita manfrina, tuttavia c'era buona compagnia e comunque il conoscere già da prima ciò che è stato spiegato, mi agevola nella stesura della relazione. Ora basta con i preamboli, ecco la relazione:
     
    Marketing e comunicazione per lo sviluppo delle imprese
     
    In data 21/12/06, presso il palazzo ateneo, si è tenuto il seminario "Marketing e comunicazione per lo sviluppo delle imprese" ad opera di un esponente dell' A.I.S.M. (Associazione Italiana per lo Studio del Marketing) la dottoressa Elisa Capozzi, la quale si occupa di offrire consulenze alle aziende per tutto ciò che concerne le strategie di marketing e che oggi fornisce consulenze a un azienda vinicola di cui non ci ha potuto fare il nome. Sostanzialmente l'intero seminario verteva  a far capire cosa è il MARKETING, Perchè lo si utilizza, e il rapporto tra Marketing e Comunicazione.
    Il marketing, è un insieme di strategie ben precise e pianificate con il fine di riuscire a portare un azienza in una buona posizione nel mercato delle vendite, dapprina attraverso ricerche di mercato e in seguito identificando un TARGET, ossia l'insieme delle  persone appartenenti a una determinata categoria, ai quali si vuole rivolgere la vendita del prodotto. A tal proposito si può fare un piccolo esempio. Una volta le aziende produttrici di super alcolici, avevano come target persone abbastanza mature, che bevevano di tanto in tanto, apprezzando a pieno il gusto del prodotto (i cosidetti INTENDITORI), con il passare del tempo, e per colpa di ciò che i medici dicono, il consumo di super alcolici da parte di queste persone, si è notevolmente ridotto causando problemi alle aziende produttrici che hanno dovuto rinnovarsi e trovare un  nuovo target, costituito dai GIOVANI, che nella loro inesperienza non si accorgono di bere un prodotto non eccellente, questo permette di vendere i super alcolici a prezzi più contenuti creando anche una dipendenza. Le aziende dello stesso ramo che non hanno saputo adattarsi alla situazione e che continuano ad avere un forte legame con il TARGET INIZIALE, non hanno più una buona posizione nel mercato delle vendite (BONSHI SAMMARZANO per es.). Dopo aver determinato il target al quale ci si vuole rivolgere, si possono pianificare le strategie da adottare per raggiungere il proprio scopo, strategie che cmq devono essere flessibili perchè durante l'anno bisogna far fronte a problemi derivanti dal cambiamento d'umore della clientela (UMORE INTESO COME CAMBIO DI MODE ECC), e dalle strategie della concorrenza. A tal proposito va citato il marketing mix, ossia l'insieme delle strategie, che verte su 4 punti, definiti 4 P:
    • PRODOTTO
    • PREZZO = Aumenta con l'aumentare della qualità del prodotto e di solito viene deciso tenendo presente anche le ricerche di mercato e le strategie concorrenziali
    • DISTRIBUZIONE = il canale di distribuzione che viene utilizzato può variare a seconda degli scopi dell'azienda (VENDITA AL DETTAGLIO, ALL'INGROSSO ECC)
    • COMUNICAZIONE = inteso come modo di vendere e far pubblicità
    Sono definite 4 P perchè in inglese vengono tradotte con (PRODUCT, PRICE, PLACE, PROMOTION)
     
    Una cosa importante da ricordare è che la comunicazione deve avvenire dopo il marketing, altrimenti si rischia di ottenere sul mercato risultati pessimi che potrebbero condurre l'azienda alla chiusura.
     
    Come ultima osservazione resta solo da dire che, per quanto concerne alcuni prodotti le persone comprano in base al prezzo e non alla qualità, questo significa che ogni azienda deve CREARE UN VALORE DISTINTIVO, ossia rendere il prodotto diverso da quelli appartenenti allo stesso ramo, così da invogliare il consumatore a comprare una marca anzichè un altra.
     
     
    Come avrete capito, la relazione è finita ma prima di concludere il post e darvi appuntamento al prossimo, devo fare delle scuse pubbliche a un mio compagno di corso al quale ho fatto gli auguri di natale chiamandolo con un nome diverso, la cosa non è stata voluta, ero semplicemente un pò distratto. Appuntamento al prossimo post, miraccomando non mancate!
     
     
    December 19

    La vita in noi

    Salve a tutti lettori e lettrici, non preoccupatevi, questo post non riguarda un seminario o argomenti inerenti all'università .
    Oggi, dopo settimane di programmazione, sono finalmente andato in ospedale a donare sangue per la seconda volta (la prima è stata in data 11/11/05). Il tanto distacco di tempo tra una donazione è l'altra, è dovuta principalmente al fatto che come alcuni di voi sapranno, in data  23/11/05 ho subito un operazione chirurgica. Nonostante qualche inerzia per la quale ho rischiato di non poter donare (pressione bassa dovuta sicuramente all'aver camminato per 1 ora di fila, da 1 ospedale all'altro), tutto è andato per il verso giusto, ho avuto il buono consumazione per il bar, un succo di frutta (che non bevo) e una merendina...
    Inutile dire che se ho donato sangue, cosa che continuerò a fare tra 3 mesi, non è per prendere il cappuccino al bar, che non amo neanche particolarmente, ma perchè il farlo, è utile sia a me che agli altri. La vita è piena di imprevisti, spesso ci sono incidenti e quant'altro che mettono alcune persone in condizione di dipendere dal sangue altrui. Cosa accadrebbe se in ospedale mancasse il sangue necessario per fare una trasfusione ? Qualcuno morirebbe di sicuro, e potrei essere io. Per questa ragione è necessario donare sangue, specie se si ha un sangue del mio stesso tipo (0 positivo, posso donare a chiunque abbia sangue di tipo positivo). Capisco che qualcuno abbia paura degli aghi, ognuno ha le sue paure e non voglio in alcun modo criticare queste persone (io non toccherei mai un ragno ad esempio), cmq assicuro che non fa tanto male l'ago, basta guardare altrove e pensare a qualcos'altro. Ultimamente c'è stata una maratona per raccimolare denaro da investire nella cura del cancro se non erro, TELETON o roba simile. In sostanza con un sms si donavano 2 euro ecc. Ammetto di non aver fatto donazioni, perchè sul cell non ho nemmeno 2 euro, dato che come molti di voi sanno, ricarico le mie 2 schede solo una volta l'anno spendendo 7 euro in totale, e anche perchè sono abbastanza tirchio (per chi non conoscesse il termine ecco dei sinonimi : AVARO, RASSO). Ho fatto l'esempio della teleton semplicemente per dimostrare 1 cosa: "IL SANGUE IN UNA PERSONA, HA UN SUO LIMITE, DARNE VIA UN Pò NON CI ARRECA DANNO PERCHè CMQ SI RIGENERà IN POCHE SETTIMANE, IL CONTO SULLA SCHEDA TELEFONICA, NON SI RIGENERA, QUALSIASI RICARICA VERRà FATTA IN SEGUITO, NON SOSTITUIRà LA PRECEDENTE PERCHè NON ESISTE UN LIMITE PRECISO DI CREDITO SU UNA SCHEDA"
    Concludo il post con questa frase "IL SANGUE è VITA, DONATELO SE POTETE"
    December 14

    DAL MESSAGGIO TELEVISIVO ALLA CARTA STAMPATA (parte seconda)

    In data 14/12/06, il Sig. Coppola ha tenuto la seconda parte del seminario “Dal messaggio televisivo alla carta stampata”. A differenza del precedente seminario, gli aneddoti da lui raccontati, riguardanti la sua vita, sono stati minori; infatti, gran parte del seminario è stato dedicato alla lettura di compiti svolti da alcuni studenti. Nel precedente seminario, il Sig. Coppola aveva chiesto agli studenti di fare una ricerca riguardo “LE BEFANE PUGLIESI” per poi scriverne un pezzo, ovviamente senza dare l’obbligo a nessuno. Gli studenti che hanno scritto riguardo questo argomento, sono stati 3, e ognuno di loro ha impostato il tutto in maniera singolare. La storia riguardante le 2 befane pugliesi era più o meno questa: “Nella Bari vecchia, circolavano superstizioni secondo le quali, ci fossero 2 befane, una buona, che portava regali ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi, e una cattiva chiamata morte epifania. Si narrava che quest’ultima, fosse uno scheletro con 3 candele e un lenzuolo e che, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, uccidesse con la sua falce tutti coloro che le capitavano a tiro. Un giorno un turco, la sfidò e fu ucciso e decapitato, la sua testa finì col ruzzolare vicino a un muro e divenne di pietra, cosa che è ancora visibile.

      Gli studenti che hanno scritto di questa vicenda erano:

    -         Floriana Manzi : questa studentessa, che è stata la più acclamata, ha scritto in maniera tale da coinvolgere i lettori. Lo stesso Sig. Coppola le ha fatto i complimenti, e io personalmente penso che il suo pezzo fosse il migliore. In particolar modo mi è piaciuta la conclusione del suo componimento nel quale diceva: “Chissà cosa penserebbe la befana morte se vedesse al giorno d’oggi i bambini passare il giorno di natale, davanti a un pc o alla play station”

    -         Simone Del Vecchio: partendo dal concetto di globalità è finito con l’arrivare all’identità personale.

    -         Alessandro Mileto : ha scritto il tutto come un articolo di giornale (almeno secondo la sua opinione) e ha inserito il nome di un celebre studioso barese, ALFREDO GIOVINE, del quale poi il Sig. Coppola ci ha parlato, visto che anni fa lo aveva intervistato. Pare fosse una persona con il timore delle malattie, ragion per cui non usciva molto di casa e, quando fu intervistato a casa sua dal Sig. Coppola, sotto le ciabatte aveva dei giornali, e stranezze simili per evitare di contrarre malattie per colpa dei germi.

    In seguito alla lettura dei pezzi scritti dagli studenti, il Sig. Coppola stesso ha letto ciò che aveva preparato, in seguito ci sono state alcune domande da parte degli studenti, e un dibattito tra Alessandro Mileto e un altro studente, il quale riteneva che Mileto avesse solo scritto una ricerca e non un vero e proprio articolo di giornale.

     

     

     

    Salve a tutti lettori e lettrici, diversamente dall'altro post, ho deciso di inserire prima la relazione e poi le mie eventuali riflessioni. Il seminario di oggi, è stato abbastanza noioso per certi versi, un pò perchè ho dei forti dolori che mi hanno impedito di concentrarmi a dovere, lo si nota anche dalla mancanza degli aneddoti nella relazione, e anche perchè ad un certo punto mi sono abbastanza innervosito. Come alcuni di voi sapranno, in questi seminari è necessario firmare prima di andar via, diversamente è come non essere stati presenti. Visto è considerato che la fila nella quale mi trovavo, che generalmente è la prima a metter firma e andar via, è stata abbastanza come dire... disattenta durante il seminario, forse con mia sola eccezione  (NON HO FIATATO PER TUTTO IL TEMPO), le firme sono state prese nell'altra fila, tutto ciò ha costituito di per se, una grandissima perdita di tempo per me, che ho perso il treno delle 16, 55, va inoltre aggiunto che, alcune persone firmavano anche per altri, qualche studente si metteva in posizione di firmare prima del tempo, creando disordini e quant'altro, suscitando non poche polemiche con altri studenti con il problema treno. Per rendere più chiare le cose faccio l'esempio più eclatante:

    Una signora non di Bari che ha lasciato il figlio a casa, si è lamentata vedendo alcuni studenti che facevano i furbi, la risposta di uno di loro è stata " DEVO ANDARE A LAVORARE, NON DEVO PRENDERE IL TRENO, ALTRIMENTI ASPETTEREI ANCHE FINO A MEZZANOTTE, NON C'è PROBLEMA".

    Questo tizio, mi era di fronte e avrei voluto prenderlo a calci nel deretano, cosa che non ho fatto, anzi non ho nemmeno fiatato, comunque ditemi voi se questa gente deve far la furba e vuole aver ragione...

    Concludo semplicemente dicendo, che spero questi seminari finiscano presto, (ne mancano 5), perchè ne ho le tasche piene, inoltre è tutto tempo sottratto allo studio e alle mie cose personali.

    Appuntamento al prossimo post, miraccomando non mancate

    December 08

    Dal messaggio televisivo alla carta stampata

    Salve a tutti lettori e lettrici, ieri pomeriggio alle 15 circa, ho partecipato a un seminario tenutosi presso il palazzo ateneo di Bari, infatti il mio programma di studi prevede che nel primo semestre io debba frequentare 8 seminari che poi dovrò relazionare, al fine di ottenere 2 punti di credito che ovviamente sono fondamentali. Diversamente non parteciperei e me ne laverei le mani.
    Ad ogni modo vengo subito al punto.
    Dato che devo relazionare questi seminari, e le relazioni non le scriverò mai e poi mai a penna, preferisco sfruttare lo spazio nel blog per farlo, così perlomeno non corro il rischio che i dati vengano persi, salvo gravi imprevisti.
     
    In data 07/12/06 il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Vinicio Coppola, ha tenuto un seminario presso il palazzo Ateneo di Bari chiamato "Dal messaggio televisivo alla carta stampata". In tale seminario, ci ha illustrato in breve parte della sua carriera giornalistica, a partire dagli anni in cui ha cominciato a frequentare l'università fino a quando ha conseguito il premio Scarfogli.
    La sua carriera ha avuto inizio tramite uno stage tenuto dalla rai dove la prova finale consistesa nel commento di una scena vista in tv.
    Questa prova l'ha dovuta sostenere due volte, difatti al primo tentativo il sig. Coppola, avendo frequentato un LICEO CLASSICO, ha utilizzato un linguaggio particolarmente forbito (destriero al posto di cavallo, ne è un esempio), ragion per cui gli è stato chiesto di rifare la prova utilizzando questa volta un linguaggio alla portata di tutti. Attraverso questo piccolo aneddoto il sig. Coppola ha voluto darci un insegnamento importante, ossia: "Quando si deve descrivere un qualcosa oralmente, è opportuno adoperare un linguaggio semplice affinchè tutti possano recepirlo al 100%, in quanto i TG sono seguiti grossomodo da persone con livelli culturali molto vari"
    In seguito alla prova, ebbe un posto alla rai, ma senza compenso, in quanto doveva fare esperienza. Per questa ragione dopo la morte del padre, (la madre è morta quando lui aveva 11 anni) avvenuta grossomodo ai tempi in cui il sig. Coppola frequentava il primo anno di università, ha dovuto rinunciare a quell'occupazione. Tuttavia il suo capo gli diede l'opportunità di lavorare come battitore a macchina, Nella Gazzetta così da avere un piccolo stipendio e poter pagare i suoi studi universitari, uno stipendio di circa 15 mila lire mensili.
    Da li a un anno, grazie anche al fatto che era il fidanzato della figlia del capo, ottenne una promozione divenendo correttore di bozza, passando a uno stipendio mensile di 120 mila lire.
    Prima di accettare questa promozione tentò di trovare un altro posto, ma a causa della sua dizione fallì la prova.
    Questo dimostra quanto la dizione possa essere importante per chiunque voglia intraprendere questa carriera.
    Ovviamente dopo l'accettazzione della promozione, la sua carriera è andata avanti dapprima con l'ammissione al terzo piano poi come capo servizio delle cronache italiane. Da li ha potuto occuparsi del tg di antenna sud, un tg particolarmente diverso da quello della rai, perchè verte non sulla politica ma sui fatti di cronaca.
    Fondamentalmente nonostante alcuni "insuccessi" tra cui quello su citato in riferimento all'importanza della dizione nel mondo giornalistico, il sig. Coppola ha raggiunto una buona posizione in questo mondo, tanto da ottenere il PREMIO SCARFOGLI, nonostante in un primo momento abbia preso la notizia per falsa.
    Concludo dicendo che, il seminario è stato istruttivo e tutto ciò che è stato detto, potrà essere utile per chiunque di noi decida di intraprendere la carriera giornalistica.
     
     
    Questa è la relazione che presenterò, anche se non sò a chi e non sò quando...
    Forse ci sono errori grammaticali o errori di battitura, non lo sò, ad ogni modo oggi è festa e non ho voglia di rileggere, se volete mandatemi qualche segnalazione.
    Appuntamento al prossimo post e buona immacolata a tutti