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    January 20

    Lavoro in team e risorse umane

    Salve a tutti...  il post di oggi sarà dedicato alla relazione del settimo seminario, sta tortura sta quasi per finire
    Il seminario si è svolto ieri e tutto sommato, non è stato noioso, anzi è stato il più interessante di tutti, l'unica pecca probabilmente è stato il ritardo dell'esperto esterno (circa 33 minuti) dovuto al fasso che era stata male informata riguardo l'orario di inizio del seminario... chissà perchè tutto ciò non mi meraviglia, ad ogni modo colei che ha tenuto il seminario ha fatto un viaggio da Cosenza a Bari e quindi, la poveretta tutto sommato il suo dovere (a differenza di altri esperti che non sono più venuti a fare il seminario, dando buca a 200 studenti) lo ha fatto.
    Passo alla stesura della relazione così poi me ne vado a mangiare
     
     
    LAVORO IN TEAM E RISORSE UMANE
     
    In data 19/01/07, presso l'aula x del palazzo Ateneo, si è svolto un seminario denominato "Lavoro in team e risorse umane" tenuto dalla dottoressa L. Defilippis, la quale dopo averci illustrato brevemente la sua carriera sia scolastica che lavorativa, ci ha erudito riguardo la composizione aziendale, il lavoro che si svolge all'interno di quest'ultima, il modo di comunicare interno e il rapporto tra azienda e lavoratore.
    La dottoressa Defilippis, dopo essersi diplomata in un istituto tecnico, ha deciso di frequentare il corso di laurea "scienze politiche", dove è riuscita a laurearsi. In seguito è stata segretaria di alcuni avvocati, ha fatto alcuni stage, ossia ha prestato lavoro in aziende senza ottenere nessuna renumerazione e ha lavorato per la Vodafone e una ditta concorrente dell' ACI.
    Un azienda, è composta da persone, ognuna delle quali svolge un compito distinto, tuttavia ogni membro dell'azienda deve lavorare in collaborazione con gli altri per raggiungere l'obbiettivo comune, ossia il raggiungimento di un UTILE. L'utile si ottiene sottraendo i costi al fatturato annuale. Se i lavoratori di un azienda, non conseguono un obbiettivo comune, l'azienda non può avere un buon futuro, grossomodo ciò che avviene in una squadra di calcio. La dottoressa Defilippis a tal proposito ha preso ad esempio la squadra dell' INTER, che è formata da tanti giocatori con una forte individualità e che proprio per questo, negli anni passati non ha conseguito ottimi risultati. L'obbiettivo di un azienda, viene definito con la parola SMART, ossia un acronimo:
     
    Specifico
    Misurabile
    Accettato/condiviso
    Realizzabile
    Temporizzato
     
    Senza queste caratteristiche, un obbiettivo aziendale non può esistere.
    Con la saturazione del mercato, la composizione aziendale è mutata, passando dalla catena di montaggio a una struttura gerarchica dove c'è una stretta collaborazione, nonchè una comunicazione costante tra i vari reparti.
     
    In un azienda chi prende le decisioni, sono l' AD (amministratore delegato) il direttore di marketing e l' HR (direttore delle risorse umane), i quali comunicano costantemente con il resto dell'azienda. La comunicazione in un azienda, può avvenire in maniera informale o formale a seconda del contesto. La comunicazione di tipo informale, generalmente è utilizzata solo in rare occasioni, a tal proposito, ci è stato proposto come esempio il programma "Camera Cafè"
    Per quanto concerne invece la comunicazione formale, bisogna dire che è adoperata molto spesso specie quando bisogna dare una cattiva notizia o comunque ordini di disposizione. Questo genere di comunicazione, può avvenire attraverso e-mail, chatroom interne all'azienda o attravarso documenti scritti. In date occasioni, l'aver comunicato qualcosa con il linguaggio informale, significa non aver comunicato assolutamente nulla.
    L'azienda, non comunica solo in maniera interna, ma comunica anche con il mondo esterno, ad esempio attraverso inverzioni di lavoro pubblicate sui giornali. Queste inserzioni variano nello stile, a seconda del target che l'azienda si è prefissata di attrarre.
     
    Il rapporto azienda lavoratore, è abbastanza complicato, in quanto, quando c'è un colloquio di lavoro, il selezionatore non deve mai far capire cosa gli è parso del colloquio e questo sotto certi punti di vista per chi richiede il lavoro, è uno svantaggio. I tipi di contratto che l'azienda può proporre al dipendente sono molteplici, come il contratto formativo, quello a tempo determinato, indeterminato e via discorrendo. L'azienda per riuscire a ottenere il massimo impegno dai propri dipendenti, deve riuscire a incentivarli, offrendo loro qualcosa in più. Tutto questo avviene perchè l'uomo ha dei bisogni i quali sono stati classificati da uno studioso... Maslow, in quest'ordine:
     
    1) FISIOLOGICI: mangiare, bere, dormire
    2) SICUREZZA: può essere un esempio il volere un posto fisso
    3) APPARTENENZA
    4) AUTOSTIMA E STIMA: generalmente si è quello che gli altri pensano che siamo
    5) AUTOREALIZZAZIONE
     
    L'uomo ha bisogno di realizzare i suoi bisogni in quest'ordine, ed è compito dell'azienda fare in modo che l'uomo riesca in tutto questo, offrendo un lavoro, che poi può diventare fisso, e facendo sentire il dipendente parte di un gruppo che hanno in comune uno scopo.
    January 12

    La comunicazione teatrale

    Salve a tutti, questo post come forse avrete intuito, sarà dedicato a un seminario... il quinto per la precisione. Anzitutto ho delle critiche da avanzare:
    1. IL SEMINARIO è STATO MOLTO NOIOSO (non sono l'unico a pensarla così)
    2. IL SEMINARIO è STATO FATTO IN MANIERA TALE CHE NON HO, PERLOMENO IN VIA TEORICA, ELEMENTI PER RELAZIONARLO
    3. COME AL SOLITO CI SONO STATI PROBLEMI PER FIRMARE in quanto una volta finito il seminario, la metà degli studenti si sono avvicinati alla cattedra per firmare sul foglio,(COME IENE SULLA CARCASSA DI UN CADAVERE) così che gli altri studenti hanno dovuto apporre delle firme su un foglio in bianco che "FORSE" in seguito è stato sottoscritto dal professore che ha tenuto il seminario (IO ERO TRA QUESTA GENTE)

    Ovviamente, man mano che frequento questi seminari, mi rendo conto di quanto siano inutili e significhino solo una perdita di tempo e di denaro, sia per gli studenti (6.80 euro per comprare un biglietto andata-ritorno per Bari) che per l'università, la quale per poter pagare questi "ESPERTI ESTERNI" utilizza soldi che prende da noi studenti.

    Come probabilmente sapete, devo frequentare 8 seminari per poter ottenere 2 CFU, diversamente non avrò nemmeno mezzo punto, a tal proposito ho un'altra forte lamentela da fare. Non tutti abbiamo la possibilità di fare avanti e indietro con il treno, perdendo tutto sommato 5 ore per ogni seminario, c'è chi lavora, chi preferirebbe studiare, chi frequenta altri corsi che nulla hanno a che fare con l'università (COME FARò IO TRA POCHI GIORNI), chi semplicemente vuole rilassarsi e via discorrendo, quindi mi sembra inutile costringere gli studenti a partecipare necessariamente a un numero di seminari prefissato... sarebbe meglio dare un punteggio per ogni singolo seminario, così da dare la possibilità a tutti di accumulare qualche CFU anche se per ragioni varie non può essere presente a 8 seminari. Va inoltre sottolineato che, il 16 e il 17 novembre, si sono tenuti 2 seminari che stando a quanto era stato detto inizialmente, dovevano far parte di quei famosi 8 seminari. Adesso però, mi sono giunte voci secondo le quali, questi seminari sono esclusi, io non ho partecipato a questi 2 seminari per ragioni che potete leggere nei post precedenti, tuttavia dimostra la totale disorganizzazione dell'univeristà (AMMESSO CHE LE VOCI RIGUARDO QUESTA FACCENDA SIANO DEL TUTTO VERE).

    Forse qualcuno di voi, si starà chiedendo il perchè io scriva queste cose in maniera così esplicita... la risposta è semplice, esistono la libertà di espressione, stampa, riunione e associazione, e io le sfrutto nei limiti consentiti, dopotutto il BLOG è mio e ci scrivo quello che mi pare.

    Passo alla stesura della relazione, anche se non potendomi limitare a scrivere "BLA BLA BLA BLA BLA TRALLALLERO TRALLALLà" troverò molte difficoltà.

    LA COMUNICAZIONE TEATRALE

    In data 11/01/07, presso il Palazzo Ateneo il Dr L. Tedeschi, registra e drammaturgo ha tenuto un seminario riguardante la comunicazione teatrale, svoltosi nella quasi totalità sotto forma di dialogo tra lui e gli studenti. Ad ogni studente è stato dato un foglio in bianco dove scrivere una motivazione che dovrebbe spingere una persona ad assistere a uno spettacolo ottenendo risposte come:

    • Bisognerebbe assistere ad uno spettacolo per dimenticare i problemi della vita quotidiana (NON è STATA RITENUTA UNA VALIDA MOTIVAZIONE IN QUANTO, ALMENO SECONDO L'OPINIONE DEL DR. TEDESCHI, A VOLTE DOPO AVER VISTO UNO SPETTACOLO SI HANNO ANCORA PIù PROBLEMI PER LA TESTA)
    • Vedere recitare gli attori dal vivo
    • Vedere la passione che l'attore esprime mentre recita

    In risposta a queste motivazioni, il Dr Tedeschi ci ha illustrato alcune pecularietà dell'attore di teatro, anche mettendolo a confronto con l'attore cinematografico. Un attore di teatro, deve si esprimere la sua passione sul palco scenico, immedesimandosi nel personaggio da interpretare, tutto ciò non avviene al 100 % in quanto l'attore deve comunque esercitare un controllo su ogni centimetro del suo corpo. Per esprimere questo concetto è stato fatto l'esempio di un attore che interpreta la parte di OTELLO. Quest'attore per poter entrare in sintonia al 100 % con le emozioni e le sensazioni di Otello, dovrebbe di fatto uccidere Desdemona, cosa che per ovvie ragioni nello spettacolo non accade (DIVERSAMENTE VORREBBE DIRE CHE L'ATTORE SOFFRE DI QUALCHE PATOLOGIA). Particolare attenzione è stata posta sulla diversità tra attore di teatro e attore cinematografico. I film così come gli spettacoli teatrali, suscitano nello spettatore delle emozioni, che comunque possono cambiare nel tempo, però l'emozione scatenata in uno spettacolo teatrale è unica e irripetibile in quanto rappresenta il risultato dello stato d'animo in quel momento dell'attore e dello spettatore, quindi se uno stesso spettatore assiste più volte allo stesso spettacolo, avrà ogni volta emozioni uniche, anche se saranno sempre gli stessi attori ad interpretare lo spettacolo. Tucco ciò avviene perchè il contatto spettatore- attore, è diretto nel teatro, a differenza di quanto avviene nel cinema, inoltre va aggiunto che tutti gli eslementi che compongono uno spettacolo, LUCI, SCENOGRAFIA, REGISTA, MUSICA, TESTO, COSTUMI E TRUCCHI, collaborano tra di loro per comunicare allo spettatore qualcosa. (per es: le luci di un determinato colore, posizionate in una determinata posizione, mirano a mostrare lo stato d'animo del personaggio).

    In conclusione ci è stato spiegato che, l'origine del teatro non è una sola, in quanto esistono molti generi di teatro ognuno dei quali a una propria interpretazione riguardo il modo di comunicare con lo spettatore, e riguardo il significato di Drammaturgia, la quale può essere considerata come ELABORAZIONE DEL TESTO TEATRALE oppure, AZIONI ALL' OPERA.